VISITA GUIDATA Dipingo ciò che vedo e ciò che sento
In occasione di APERTI PER VOI sotto le Stelle, iniziativa promossa dal Touring Club Italiano, la Fondazione Adolfo Pini invita il pubblico a partecipare a una visita guidata speciale dedicata a Renzo Bongiovanni Radice, la cui vicenda artistica si distingue per una ricerca rigorosa e appartata, sostenuta da una rara sensibilità poetica e da un instancabile perfezionismo.
VISITA GUIDATA
Venerdì 12 giugno 2026
Ore 17.00 e ore 18.00
Durata: 45 min
Prenotazione obbligatoria – posti limitati
Inserita nel programma di APERTI PER VOI sotto le Stelle, la visita guidata dal titolo Dipingo ciò che vedo e ciò che sento offre una nuova opportunità per avvicinarsi all’opera e alla sensibilità di Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), artista che ha avviato una ricerca personale e indipendente, mai subordinata alle mode artistiche del momento.
La visita offre l’occasione di entrare nell’universo poetico di un pittore che ha saputo trasformare la realtà visibile in esperienza interiore. Come scrisse Dino Buzzati, suo amico e estimatore, Bongiovanni Radice aveva creato un suo mondo, caratterizzato da un rigoroso linguaggio stilistico e da una rara intensità emotiva.
Attraverso opere, racconti e aneddoti biografici, il percorso accompagnerà i visitatori alla scoperta di una pittura nata da uno sguardo lento e meditato sul reale. La visita si sviluppa tra le sale della mostra permanente della Fondazione Adolfo Pini.
La partecipazione ad Aperti per Voi sotto le Stelle si inserisce nella collaborazione tra la Fondazione Adolfo Pini e il Touring Club Italiano, volta a favorire una più ampia accessibilità al patrimonio culturale e a promuovere la conoscenza dell’opera di Renzo Bongiovanni Radice attraverso aperture straordinarie della mostra permanente.
Il pittore Renzo Bongiovanni Radice nasce a Palazzolo Milanese il 1° settembre del 1899. Preso sin da piccolo da una grande passione artistica, inizia i suoi studi con il maestro Attilio Andreoli (1877-1950). Partecipa alla sua prima Biennale di Brera del 1925 e, nel 1928 alla Biennale di Venezia. L’ineludibile richiamo di Parigi negli anni ’30, dove frequenta la scuola di André Lhote (1885-1962). Pittore di sentimento, il suo curriculum espositivo comprende significative presenze anche alla Quadriennale di Roma, alle Biennali di Milano e alla Permanente.
