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Pini

ART

PRIZE

ARTI VISIVE

Modalità di selezione

Il premio della Fondazione Adolfo Pini, istituito nel 2021, è giunto alla 2ª edizione e si presenta rinnovato e articolato in tre sezioni, con l’obiettivo di favorire la valorizzazione e il sostegno della produzione artistica, della poesia contemporanea e degli studi di storia dell’arte e della critica. Per l’edizione 2025/2026, il Premio ha riconosciuto Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati per la Sezione Arti Visive, Francesco Ottonello per la Poesia e Martina Colombi per la Ricerca.

IL PREMIO

Premio in denaro (1234)

Mostra collettiva finalist3

Residenza 1 mese presso Casa degli Artisti (Milano)

Mostra personale (autunno 2026)

GIURIA

SELEZIONATOR*

MOSTRA PERSONALE VINCITOR*

2°EDIZIONE - 2026

ARTIST*

SELEZIONATI

Nome Cognome

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ARTIST*

FINALISTI

Diana Anselmo (Palermo, 1997)

Francesca Pionati Avellino, 1990
e Tommaso Arnaldi
Roma, 1993 

Martina Cioffi
Como, 1991

Beatrice Favaretto Venezia, 1992

Marta Magini
Senigallia, AN, 1995

Grace Martella
Tiggiano, LE, 2006

 

Sathyan Rizzo
Benevento, 1994

Camilla Salvatore
Torre del Greco, NA, 1993

Luisa Turuani
Milano, 1992

 

 

MOSTRA FINALISTI

ARTIST*

VINCITORI

Opera di Rita Canarezza e PierPaolo Coro nella mostra 'Ritratti entro uno specchio convesso' alla Fondazione Pini

ARTIST*

VINCITOR*

FRANCESCA PIONATI E TOMMASO ARNALDI

Biografia

Francesca Pionati (Avellino, 1990) ha conseguito un MFA in Art Praxis presso il Dutch Art Institute (DAI). Il suo lavoro è stato esposto alla Biennale di Architettura di Venezia, MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma e Centrale Fies, tra gli altri. Tra il 2021 e oggi Arnaldi e Pionati hanno collaborato a diversi progetti.
Tommaso Arnaldi (Roma, 1993) è un artista visivo, regista e direttore creativo, attivo dal 2015 in diversi settori tra Roma, Milano e Venezia. Ha fondato il progetto curatoriale INIZIATIVE DI II (2021). I suoi lavori sono stati presentati in istituzioni come MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Triennale Milano e Biennale Architettura di Venezia. 

Statement

Attraverso il video, la scultura, l’installazione, l’editoria e la performance, Francesca Pionati e Tommaso Arnaldi indagano gli intrecci estetici e politici tra infrastrutture urbane e sistemi di governance, in particolare nel contesto italiano e in relazione allo stato d’eccezione e alle tecnologie della guerra. La loro pratica, basata sulla ricerca, si concentra sugli interventi architettonici informali come luoghi di potenziale autonomia all’interno di sistemi regolamentati, così come sugli ambienti domestici, esplorando le politiche affettive inscritte in queste architetture. 

 

MOTIVAZIONE

GIURIA

Il vincitore del PINI ART PRIZE 2025/26 – Sezione Arti Visive è il duo di artisti Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati che terranno una mostra personale, a cura della Presidente di Giuria, nel nuovo spazio espositivo, nell’autunno 2026. La Giuria assegna il premio a Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati, proposti dalla curatrice Lisa Andreani, per la solidità e la maturità di una ricerca estetica rigorosa e fortemente identitaria, capace di articolarsi in una grammatica complessa e coerente che attraversa il video, la produzione sonora e musicale, l’installazione, la performance e il lavoro editoriale. All’interno di questa pluralità di linguaggi, il duo costruisce un dispositivo di ricerca che non si limita alla documentazione ma interroga criticamente il reale, trasformando i rapporti tra governance, collettività e libertà in esercizi di immaginazione estetica e politica. Il duo si distingue inoltre per la capacità di rendere universali tematiche profondamente situate e specifiche, legate alle geografie urbane e post-disastro in Italia e ai loro immaginari, attraverso una scrittura e un impianto progettuale calibrati, non didascalici o riducibili a slogan. Il dialogo tra questa ricerca e Milano attiverà una riflessione sul tema della casa e dell’abitare, in una città in cui tali problematiche assumono oggi una rilevanza cruciale. In questa prospettiva, la residenza presso Casa degli Artisti rappresenterà un momento particolarmente significativo, anche in dialogo con la storia del luogo stesso.

OPERE ESPOSTE

E MOSTRA FINALIST*

ll Mito dell’Eroe

GAIA DE MEGNI – 2021
Performance, durata variabile

Analizzando il palco inteso come zona di rappresentazione, il lavoro propone una struttura che ne ricordi le fattezze unita a un’azione performativa messa in atto da un attore in abiti militari. L’obiettivo è quello di dare origine ad uno spazio capace di ospitare un’azione dalle possibilità limitate e diretto a una persona sola. L’opera viene attivata dal tipico gesto militare della marcia sul posto, le onorificenze vengono realizzate in vetro per rappresentare un riconoscimento inesistente.

Airone

GAIA DE MEGNI – 2021
Performance, durata variabile

Analizzando il palco inteso come zona di rappresentazione, il lavoro propone una struttura che ne ricordi le fattezze unita a un’azione performativa messa in atto da un attore in abiti militari. L’obiettivo è quello di dare origine ad uno spazio capace di ospitare un’azione dalle possibilità limitate e diretto a una persona sola. L’opera viene attivata dal tipico gesto militare della marcia sul posto, le onorificenze vengono realizzate in vetro per rappresentare un riconoscimento inesistente.

Amore Giovane

GAIA DE MEGNI – 2021
Performance, durata variabile

Analizzando il palco inteso come zona di rappresentazione, il lavoro propone una struttura che ne ricordi le fattezze unita a un’azione performativa messa in atto da un attore in abiti militari. L’obiettivo è quello di dare origine ad uno spazio capace di ospitare un’azione dalle possibilità limitate e diretto a una persona sola. L’opera viene attivata dal tipico gesto militare della marcia sul posto, le onorificenze vengono realizzate in vetro per rappresentare un riconoscimento inesistente.

ll Mito dell’Eroe

GAIA DE MEGNI – 2021
Performance, durata variabile

Analizzando il palco inteso come zona di rappresentazione, il lavoro propone una struttura che ne ricordi le fattezze unita a un’azione performativa messa in atto da un attore in abiti militari. L’obiettivo è quello di dare origine ad uno spazio capace di ospitare un’azione dalle possibilità limitate e diretto a una persona sola. L’opera viene attivata dal tipico gesto militare della marcia sul posto, le onorificenze vengono realizzate in vetro per rappresentare un riconoscimento inesistente.

Airone

GAIA DE MEGNI – 2021
Performance, durata variabile

Analizzando il palco inteso come zona di rappresentazione, il lavoro propone una struttura che ne ricordi le fattezze unita a un’azione performativa messa in atto da un attore in abiti militari. L’obiettivo è quello di dare origine ad uno spazio capace di ospitare un’azione dalle possibilità limitate e diretto a una persona sola. L’opera viene attivata dal tipico gesto militare della marcia sul posto, le onorificenze vengono realizzate in vetro per rappresentare un riconoscimento inesistente.

Amore Giovane

GAIA DE MEGNI – 2021
Performance, durata variabile

Analizzando il palco inteso come zona di rappresentazione, il lavoro propone una struttura che ne ricordi le fattezze unita a un’azione performativa messa in atto da un attore in abiti militari. L’obiettivo è quello di dare origine ad uno spazio capace di ospitare un’azione dalle possibilità limitate e diretto a una persona sola. L’opera viene attivata dal tipico gesto militare della marcia sul posto, le onorificenze vengono realizzate in vetro per rappresentare un riconoscimento inesistente.

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